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Cardellino e Basilico

Cardellino covaNoi tutti conosciamo questa pianta (erba) aromatica dal profumo inconfondibile e largamente usata in cucina, ma non tutti sappiano se possiamo somministrarla ai nostri uccellini. Sono rimasto stupito da quanto è apprezzata, sia le foglie, che le spighe contenenti i semi allo stato lattiginoso. Possiamo dare il Basilico in qualsiasi momento una due  volte la settimana senza problemi, lo divoreranno. Pur essendo una pianta ricca di acqua 92g per su 100g, il basilico è fonte di minerali, aminoacidi, vitamine e betacarotene necessario per avere delle maschere con un rosso accesso. Tra gli innumerevoli benefici del Basilico spicca anche come: antibatterico, antinfiammatorio, digestivo e disintossicante. Io lavo i rametti di basilico sotto l'acqua corrente la sera prima, poi li metto in un bicchiere con poca acqua, la mattina li trovo asciutti e rigogliosi.  Per chi alleva, o tenta di allevare il Cardellino nostrano il Basilico NON può  mancare nella sua dieta, difficile e variegata.

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Cardellino in cova

  Cardellino covaSpesso siamo ansiosi nel voler vedere i nostri uccelli cominciare a prendere con il becco cotone e juta, segno di prossima preparazione del nido. Questo però non ci deve ingannare e non significa che la femmina sia pronta per la riproduzione. Tutti, io compreso, non abbiamo pazienza; non vogliamo rispettare i tempi  naturali che ogni uccellino ha bisogno per andare in estro, che possono variare da soggetto a soggetto. Incominciamo a somministrare vitamine e integratori in modo esagerato, facendo arricchire rivenditori e fornitori.  Non sto dicendo che non servano, aiutano sicuramente. La Cardellina della foto accanto ha deposto cinque  uova tutte fuori dal nido, rompendoli. Ma perché  succede questo dopo aver costruito il nido con cura? Secondo il mio personale parere, non era pronta;  l’avevo caricata ed eccitata con vitamine e alimentazione.  A differenza dei maschi che vanno in estro prima, le femmine  hanno bisogno maggior tempo, senza forzature, gradualmente. Come quasi tutti gli uccelli,  Il cardellino in modo particolare, ha bisogno i mesi caldi per riprodursi. Credo che il mese migliore per la riproduzione sia a partire dal mese di Giugno, anche se in alcune regioni del sud può essere anticipata. Un altro aspetto da non sottovalutare è l’affiatamento che la coppia deve avere,  una sorta di matrimonio a tutti gli effetti. Se osserviamo attentamente, ci accorgiamo che la coppia sta l’uno accanto all’altro sullo stesso posatoio. Solo osservando attentamente,  conoscendo le esigenze alimentari e riproduttive, pregi e difetti di ogni cardellino, riusciremo ad avere i risultati sperati, tenendo conto che ancora oggi il cardellino nostrano rimane un uccellino selvatico, non domestico,  di non facile da riproduzione in cattività.

Cardellino alimentazione con estrusi

Alimentazione cardellino con estrusi

Racconto la mia personale esperienza con lo scopo che possa aiutare qualcuno a considerare questa soluzione per il bene e la salute dei Cardellini. In passano ho visto morire parecchi cardellini in cattività per svariate presunte problematiche di salute delle quali non sono mai riuscito a capire le cause. Ho avuto soggetti  con poco appetito, con piumaggio quasi sempre leggermente arruffato e poca vitalità, per non parlare di mute incomplete etc.. Non voglio addentrarmi in problematiche che vanno oltre l’alimentazione vera e propria, che ritengo sia una delle principali cause di morte dei Cardellini in cattività. Partiamo dal misto semi che troviamo in commercio,  già pronto e specifico per cardellini: oppure  da una miscela consigliata da un amico o addirittura composta da noi stessi mettendo insieme e bilanciando ogni singolo seme. Con il tempo però ci accorgiamo che alcuni semi sono più apprezzati di altri e vengono consumati prima. Del resto se ci mettiamo anche noi davanti ad un buffet  imbandito di prelibatezze ci tuffiamo subito sulle cose che ci piacciono. Ritornando ai semi, dobbiamo “forzare” e abituare i soggetti a mangiare tutto, cioè ha fargli svuotare completamente la mangiatoia prima di riempirla, tutto ciò li può stressare. Se poi riflettiamo sulla qualità di semi, non sappiamo mai  la provenienza o come sono stati stoccati dalle aziende importatrici o rivenditori, per non parlare della coltivazione.

Ma a tutto questo esiste un’alternativa? Si!  Gli estrusi.

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La muta del Cardellino

La muta del cardellino

Sicuramente in tutti gli uccelli il periodo della muta e riproduzione è quello più difficile da affrontare.  In questo periodo tutti gli uccelli sono sottoposti ad un notevole sforzo fisico. Chi alleva in cattività ed in particolar modo il cardellino deve prestare la massima attenzione  all’alimentazione,  avendo cura di mettere a disposizione tutto quello di cui ha bisogno: integratori vitaminici, sali minerali, grit, etc. etc. In questo scritto mi soffermò sulla muta dei cardellini per condividere  alcuni miei inconsapevoli errori.  I cardellini  rispetto ad altri uccelli,  ed in particolare durante il periodo di muta sono più vulnerabili,  molto più fragili,  per loro incomincia un vero e proprio calvario. La foto a fianco riporta un cardellino maschio di 3 anni che evidenzia chiaramente una muta difficile, incompleta e uno stato fisico ed estetico alquanto strano. Non sto a raccontarvi quanta tristezza nasceva in me nel vedere nel mio allevamento un uccellino così. Ogni giorno lo guardavo e cercavo di capire quali fossero le cause, volevo e dovevo ridare la livrea che meritava. I cardellini durante la muta  hanno bisogno non solo di un alimentazione ben bilanciata e idonea,  ma anche e soprattutto di integratori alimentari che non possono assolutamente mancare, in particolar modo le vitamine  del  gruppo B, congiuntamente ad un pastoncino energetico.  

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Allevare il Cardellino nostrano

Dopo più di due anni di attese e speranze quest’anno nel mese di giugno ho ottenuto la riproduzione in purezza di una delle coppie di cardellini nostrani che ho. I momenti di angoscia e speranza che vivevo ogni giorno si sono coronati con la deposizione di ben 6 uova, di cui quattro feconde. Allevati con devozione e attenzione dalla madre sin dal primo giorno. Semi germinati, pastoncino da commercio, le morbide, un buon miscuglio di semi e la frittatina a base di semolino e uova fa il resto. Credo personalmente che allevare il cardellino in purezza e soprattutto in ambiente interno, non all’aperto, non sia facile, pur avendo tutte le attenzioni del caso. Va comunque considerato, per la mia poca esperienza, che le femmine incominciano a riprodurre dopo il secondo anno, tempo necessario per ambientarsi, ciò va considerato. L’alternativa forse sarebbe quella di prendere soggetti che hanno già riprodotto in cattività, il carattere di ognuna e una buona dose di fortuna farà il resto. Guarda video

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Cardellino alimentazione

Cardellino alimentazione

Premetto che questo articolo ha il solo scopo di raccontare la mia personale esperienza su quelle che sono le esigenze alimentari e sullo stato fisico dei miei Cardellini nostrani durante il periodo di muta e riposo in ambiente interno, con luce artificiale, dove l’umidità non supera mai il 70 percento e la temperatura oscilla tra 11 e 13 gradi centigradi drante il periodo invernale. Alimento tutti i soggetti con un misto già pronto per cardellini (erba mazzolina, perilla, cicoria, lattuga, canapuccia, finocchio, rapa, lino bianco, girasole piccolo, erbe prative) ben bilanciato di una nota ditta. Una volta a settimana concedo ¼ di linguetta di chia e bella di notte precedentemente raccolta da me nel mese di novembre quando i semi sono secchi e stanno per cadere a terra, un cucchiaino a testa di pastoncino specifico per spinus con insetti e poi lascio sempre a disposizione una vaschetta di sola scagliola. Ho notato che i cardellini preferiscono volentieri anche i Pavesini, mezza porzione ogni tanto non la faccio mai mancare come lecornia. Come si può vedere credo che sia un alimentazione base minima necessaria, che non impegna più di tanto. I miei soggetti godono di ottima salute, sono in perfetta forma con colori vivaci e lucenti. Oltre all’alimentazione di base uguale per tutti, metto in pratica anche una strategia alimentare mirata per ogni soggetto. Se pensiamo a quello che ognuno di noi compra e preferisce mangiare la stessa cosa si riflette anche per i Cardellini. Trovare l’intera mangiatoia svuotata completamente, senza scarti, credo che sia una bella soddisfazione che ognuno di noi vorrebbe avere. Ma purtroppo non è sempre così, i cardellini a differenza di noi riconoscono benissimo anche la qualità dei semi. Personalmente ancora oggi ho parecchio scarto, cerco gradualmente di abituare i soggetti a mangiare tutti i semi evitando di riempire le mangiatoie se non sono quasi completamente vuote. Costringo a volte, per 2/3 ore a cibarsi solo di pastoncino e scagliola. Può sembra crudele tutto ciò, ma giova alla salute degli uccelli che cosi facendo ricevono tutti i nutrimenti e benefici di un alimentazione varia, completa e bilanciata. E’ una tecnica da usare con parsimonia, ogni tanto, per non stressare gli uccelli, tenendo conto anche della condizione fisica di ognuno prima di applicarla.

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L'ereditarietà negli uccelli

Quando acquistiamo un nuovo esemplare da inserire nel nostro allevamento, spesso ci limitiamo ad osservarlo prestando la sola attenzione ai colori, allo stato fisico, alla postura o al canto. Certamente sono le prime caratteristiche che ognuno di noi osserva con occhio attento prima di portare a casa un soggetto. Conoscere anche la storia dei genitori adottivi, iniziando dal numero  di prole generato, la quantità di uova depositate,  se i genitori hanno allevato la prole in coppia oppure è stata delegata solo la femmina, sono informazioni da non sottovalutare. Certamente non è facile reperire questo tipo di notizie, ma visto che la discendenza è molto simile ai genitori da cui proviene, vale sempre la pena di fare questo tipo di domande a chi cede il soggetto. Femmine che non covano, non allevano, ho addirittura non accennano minimamente a imbastire il nido, oggi secondo me sono sempre più frequenti.  Escludendo problemi fisici e patologici, a mia modesta esperienza ho potuto constatare che i caratteri ereditari legati alla riproduzione sono la base di successo nel nostro allevamento e incidono più  di un’alimentazione bilanciata e di un illuminazione adeguata.

Il Cardellino nostrano

E' sicuramente il più amato ma anche il più perseguitato tra uccelli in natura. I suoi splenditi colori e il suo canto hanno sempre attratto amatori ed allevatori fino a diventare uno degli uccellini più ambiti. CardellinoIo stesso da adolescente, per la passione irrefrenabile che avevo, andavo in giro per le campagne della mia amata Sicilia in cerca di nidi. La sua grazia nei movimenti e il suo volo a forma di sinusoide ci fa capire quanto sia dolce questo splendido Fringillide. Oggi grazie a diversi onesti e coscienti allevatori, viene allevato in cattività con discreta facilità, io stesso da quest'anno dopo aver acquistato una spendita coppia a Reggio Emilia dal carattere docile e tranquillo mi accingo a riprodurlo in cattività, speriamo bene.

Cardinalini del venezuela

Se dovessi fare una resoconto dell'anno 2013 che mi accingo ad intraprendere e visti i risultati della prima femmina novella 2012 di Cardinalino, non posso dire di essere partito male: cinque uova Cardinalini venezueladeposte, quattro piccoli nati. La foto  mi fa capire quanto la femmina sia ligia ad allevare i piccoli riempiendo il loro gozzo con pastone e semi germinati, soprattutto se considero che alleva da sola senza l'ausilio del maschio. Da quest'anno ho voluto cambiare il pastoncino che uso mischiare ai semi germinati. Ne preparo uno  a base di pan grattato e uova sode in proporzione di 110 grammi di pane e 2 uova di media grandezza. Aggiungo poi anche un multivitaminico, un probiotico e un regolatore intestinale, metto il tutto in un frullatore per qualche secondo e ottengo un composto morbido e profumato. Per parecchi anni ho usato prodotti di marca già pronti e avevo un immenso spreco, praticamente i Cardinalini mangiavano i semi germinati e il poco niger che trovavano nel pastoncino secco e scartavano tutto il resto. Quello fatto in casa lo gradiscono, non lo divorano, ma mi costa molto meno. E' evidente l'ottima crescita, merito dell'alimentazione e della femmina. E' possibile vedere il filmato dell'imbecco nella Video Galleria

Il Cardellino a rischio estinzione

Cardellino estinzioneDa quando ho iniziato ad allevare e apprezzare questo stupendo uccellino ho un brutto presentimento sulla sua sorte futura. Non vorrei essere troppo pessimista, ma sono convinto che fra una decina di anni in natura sparirà, se non prima. Se diamo uno sguardo in giro e facciamo un confronto con gli anni passati ci rendiamo subito conto che il numero di soggetti in libertà è diminuito sensibilmente, se ne vedono sempre meno, in alcune regioni quasi una rarità. Se questo accadrà dobbiamo ringraziare i bracconieri, i pesticidi, cornacchie, gazze, e soprattutto noi stessi. La cosa che mi sorprende è che questo fringillide (Carduelis carduelis) non è incluso nella convenzione di Washington sul commercio internazionale di fauna e flora minacciate di estinzione (C.I.T.E.S), un paradosso secondo me, è tutelato da leggi e autorizzazioni regionali che in Italia variano da provincia a provincia. Se poi aggiungo anche che in Spagna il Ministero dell'Ambiente autorizza ogni anno la cattura, una modalità di caccia detta silvestrismo,  di Cardellini, Verdoni, Fanelli e Verzellini, mi sento male. Vi invito a guardare questo video aberrante caricato su youtube, clicca e guardaCredo che tutto ciò purtroppo accada anche in Italia. Inutile negarlo, la civiltà di una nazione e direttamente proporzionale al rispetto che hanno i suoi abitanti verso la natura. In rete purtroppo non ho trovato dati di censimento attendibili sul numero di Cardellini presenti in Europa, se qualcuno sa dove poterli reperire, lo invito caldamente a contattarmi tramite posta elettronica.

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Acquistare un Cardellino

Acquistare cardellinoDopo aver acquistato lo scorso anno a Reggio Emilia una coppia di cardellini nostrani dai quali purtroppo non ho avuto nessun risultato, vuoi per mia inesperienza nel’allevamento, vuoi perché i soggetti provenivano da allevamenti indubbi pur avendo il certificato di cessione, quest’anno ho deciso di riprovare e prendere un paio di coppie da allevatori di fiducia con la certezza di avere soggetti nati in cattività ed allevati in purezza senza ausilio di balie. La prima coppia regolarmente anelata con anello FOI tipo A e sottolineo tipo ”A” (parecchi Cardellini vengono venduti nelle mostre ornitologiche

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Catturare gli uccelli in natura è indice di inciviltà  dove nessuno  può sentire il diritto di poterlo fare.