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Cardellino alimentazione

Cardellino alimentazione

Premetto che questo articolo ha il solo scopo di raccontare la mia personale esperienza su quelle che sono le esigenze alimentari e sullo stato fisico dei miei Cardellini nostrani durante il periodo di muta e riposo in ambiente interno, con luce artificiale, dove l’umidità non supera mai il 70 percento e la temperatura oscilla tra 11 e 13 gradi centigradi drante il periodo invernale. Alimento tutti i soggetti con un misto già pronto per cardellini (erba mazzolina, perilla, cicoria, lattuga, canapuccia, finocchio, rapa, lino bianco, girasole piccolo, erbe prative) ben bilanciato di una nota ditta. Una volta a settimana concedo ¼ di linguetta di chia e bella di notte precedentemente raccolta da me nel mese di novembre quando i semi sono secchi e stanno per cadere a terra, un cucchiaino a testa di pastoncino specifico per spinus con insetti e poi lascio sempre a disposizione una vaschetta di sola scagliola. Ho notato che i cardellini preferiscono volentieri anche i Pavesini, mezza porzione ogni tanto non la faccio mai mancare come lecornia. Come si può vedere credo che sia un alimentazione base minima necessaria, che non impegna più di tanto. I miei soggetti godono di ottima salute, sono in perfetta forma con colori vivaci e lucenti. Oltre all’alimentazione di base uguale per tutti, metto in pratica anche una strategia alimentare mirata per ogni soggetto. Se pensiamo a quello che ognuno di noi compra e preferisce mangiare la stessa cosa si riflette anche per i Cardellini. Trovare l’intera mangiatoia svuotata completamente, senza scarti, credo che sia una bella soddisfazione che ognuno di noi vorrebbe avere. Ma purtroppo non è sempre così, i cardellini a differenza di noi riconoscono benissimo anche la qualità dei semi. Personalmente ancora oggi ho parecchio scarto, cerco gradualmente di abituare i soggetti a mangiare tutti i semi evitando di riempire le mangiatoie se non sono quasi completamente vuote. Costringo a volte, per 2/3 ore a cibarsi solo di pastoncino e scagliola. Può sembra crudele tutto ciò, ma giova alla salute degli uccelli che cosi facendo ricevono tutti i nutrimenti e benefici di un alimentazione varia, completa e bilanciata. E’ una tecnica da usare con parsimonia, ogni tanto, per non stressare gli uccelli, tenendo conto anche della condizione fisica di ognuno prima di applicarla.

 Credo che i Cardellini che vivono in cattività in ambiente interno a differenza di quelli liberi in natura non abbiamo particolari esigenze alimentari, pur tenendo conto dell’attività fisica, in voliera o in gabbia. A completamento di tutto ciò, ed in particolare durante il periodo della muta, metto in mezzo beverino d’acqua per 5 giorni consecutivi ogni mese fino a completamento della muta, 4 gocce di Betotal sciroppo come integratore vitaminico del gruppo B per favorire l’assimilazione del cibo. Concludo sperando che queste poche righe possano dare l’idea di programma alimentare di base a chi seriamente per la prima volta si accinge ad allevare in cattività il Cardellino nostrano che ovviamente potrà variare in relazione all’ambiente, allo spazio e al clima geografico.

 

 

Catturare gli uccelli in natura è indice di inciviltà  dove nessuno  può sentire il diritto di poterlo fare.